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Nessuno ti ha mai detto che se vuoi un futuro migliore devi solo cambiare il presente
DIARI
20 luglio 2009
Spaghetti al pesce spada agli aromi
http://webpages.csus.edu/~ejw25/index_files/chef-hat-with-ladel.gif


È lunedì, ci sarebbe tanto lavoro da fare e potrei pure parlare di argomenti seri, quali la candidatura di Marino, le implicazioni politiche dentro il piddì, il fatto che sto per prendere la tessera, il fatto che in India l'omosessualità non è più reato, ecc.

Ma siccome ho voglia di mettermi a lavorare quanto quella di essere marchiato a fuoco come una vacca – termine che ultimamente ricorre un po' troppo spesso nella mia vita – e dato che mi sento vacanziero, dunque poco impegnato, vi regalo una delle mie solite ricettine. Questa è estiva e semplice semplice da fare. Stiamo parlando di


Spaghetti al pesce spada agli aromi

Ingredienti:

un trancio di pesce spada
spaghetti (o bavette, linguine, addirittura farfalle... fate voi, nsomma)
aglio
prezzemolo fresco
menta e/o basilico
capperi
pomodorini ciliegini
olio d'oliva
sale
pepe nero
curcuma




Avete preso nota di tutto? Bene. Primo step, lavare tutte le verdure (cioè le erbe e i pomodori). Quindi prendere i pomodorini e farli a pezzetti, possibilmente tagliandoli in due o in quattro. Dipende dalla loro grandezza.



Secondo step: ridurre a pezzetti anche l'aglio e tritare finemente e insieme, possibilmente, prezzemolo, basilico e menta. Se nel frattempo vi bussa la polizia e vuol sapere cosa c'è in quell'intruglio verde, fossi in voi sarei un attimo diffidente. È ovvio che è solo una scusa per farsi invitare a pranzo!



Altro step: rendere il pesce spada, mondarlo della pelle, delle spine e delle lische – ce l'hanno pure i pesce spada, che credete – e ridurlo a tocchetti. Quando tutto è pronto, scaldare l'olio d'oliva a temperatura dolce sul fuoco.



Aggiungere uno alla volta gli ingredienti. Io direi di cominciare con l'aglio, quindi versare il pesce e i pomodorini. Se avete un po' di vino bianco secco, una mezza spruzzata non potrà fare altro che rendervi la vita migliore. Intanto io ho perso il numero degli step... pas grave!

Appena si sarà prodotto il sughetto di cottura, pepare, versare i capperi e anche le erbette tritate. Girare con un cucchiaio di legno e salare leggermente fino a quando il sapore sarà di vostro gradimento. Mi raccomando di stare attenti col sale, per la presenza dei capperi. O sembrerà che avete cotto il sugo di cottura direttamente nel Mar Morto.



Nel frattempo avrete messo l'acqua a bollire per la pasta. Quando l'acqua arriva a ebollizione, versate il sale e un cucchiaino di curcuma. Vi troverete al cospetto di una pozione infernale che avrà come unico scopo non quello di maledire il vostro peggior nemico, bensì il colorare gli spaghetti. A volte l'aspetto scenografico è tutto, ne converrete.

A pasta cotta, ben al dente – che le pappette le mangino gli americanacci che si ingozzano di paste in scatola – scolate e versate direttamente nella padella con il condimento. Saltate a fuoco vivo per pochi minuti e servite ben caldo!



Un piatto ideale da mangiare in una terrazza che dà sul mare, possibilmente a pranzo, da accompagnare, per chi è davvero privilegiato, con un Bianco di nera da servire ben freddo. E adesso scusatemi, ma vado ad assurgere in gloria!
DIARI
22 giugno 2009
Tonno marinato alla siciliana
Lo ammetto, negli ultimi anni le cucine elfiche hanno lavorato poco. Per una sorta di curioso incantesimo, infatti, da quando vivo da solo cucino molto di meno. Prima invece, ai tempi del bucato di Chanel, mi veniva più semplice prendere il mestolo in mano e pensare anche agli altri. E poi diciamocelo, preparare pranzetti coi fiocchi per se stessi e basta è di una tristezza infinita.

Eppure.

Ogni tanto invito a cena qualcuno. E mi diverto a fare cose nuove o a tirar fuori vecchi cavalli di battaglia. Negli ultimi tempi sto riscoprendo le tradizioni locali, come il pesce marinato. Ed è di questa ricetta, cioè del tonno marinato alla siciliana, che vi parlerò oggi.




Innanzi tutto gli ingredienti:

tre o quattro fette di tonno freschissimo e finemente tagliato
due bei limoni non trattati
olio d'oliva (quello buono)
sale
pepe nero
(solo se vi garba) prezzemolo tritato




Per prima cosa: prendete il tonno, lavatelo per togliere ogni tipo di residuo che potete ancora trovarvi.

In un piatto a parte, possibilmente bello largo, spremete uno dei limoni. Quindi adagiate i filetti di tonno su questo letto di succo di limone. Spremete il resto del limone e irrorate con abbondante succo il pesce in modo tale che venga ben irrorato.




Mettete tutto in frigo per almeno tre ore. Il succo del dorato agrume, infatti, grazie ai suoi poteri acidi "cucinerà" il tonno rendendolo di un colore brunastro.

Dopo questo periodo di posa, eliminare il brodo venutosi a creare e posare i filetti su un piatto da portata. Salare, pepare e versarvi l'olio. Lasciar riposare per un altra oretta e servire a temperatura ambiente.




Il piatto si presta benissimo come antipasto. Poi va da sé che se lo volete come secondo, nessuno ve lo vieta.

Un solo consiglio: evitare di conquistare con questo piatto estimatori di sashimi e pesce crudo in genere. Vedranno la cosa come un attentato ideologico alle loro più intime credenze.


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vita familiare
11 novembre 2008
Minestrone con salsiccia al vino bianco (ricetta doppia)
http://imagecache2.allposters.com/images/pic/152/a2930~Chef-To-Go-Posters.jpg


L'altra sera ero alla scalinata con Sergay, Selene ed Alex. Parlando amenamente del più e del meno, di cosa ci piace quando guardiamo un uomo o una donna e facendo finta di non aver visto un tipo che è passato travestito da Superman con tanto di coroncina di Miss Italia in testa, a un certo punto dico: "Stasera ho mangiato risotto e minestrone."

Loro tre, in coro e con visibil raccapriccio, escalamano: "Cosa!"

Al che io ripeto che ho mangiato risotto e minestrone, ma vedo le loro facce dapprima contrariarsi per poi biasimarmi apertamente.

A me! Che scortesia...

Per cui, come loro promesso, pubblico questa ricetta sul minestrone con salsiccia al vino bianco.


Ingredienti

Mezzo bicchiere di vino bianco secco
Uno/due bicchiere d'acqua
Una bella cipolla bianca
Salsiccia (4 pezzi per 4 persone)
Minestrone di verdure (500 gr.)
Olio d'oliva
Sale
Pepe nero
Curry
Curcuma



Per cominciare: pelare la cipolla, triturarla finemente e metterla a soffriggere con dell'olio crudo rigorosamente d'oliva (non ne vogliamo porcherie sintetiche per frittura, giusto?).

Quindi: avete due modi di cuocere la salsiccia, o ponendola nella pentola a pezzi interi oppure sbriciolandola o ancora tagliandola a pezzi con una forbice. Ad ogni modo, quando avrete risolto i vostri dubbi amletici su come cucinare il "caddozzo" (da noi il salsicciotto si chiama così), ponetelo sul fondo mentre la cipolla è ancora bionda e lasciatelo rosolare per un po'.

A questo punto: versare il vino fino a farlo evaporare e subito dopo metteteci pure uno o due bicchieri d'acqua. La salsiccia deve rimanere a sguazzare nel brodo di cottura per cui regolatevi bene. Il vino, per favore, che sia di buona qualità. Adesso non dico che dovete spendere una cifra, ma neanche una marca da punkabbestia, santiddio!

Ah, ovviamente versate anche il pepe, la curcuma e il curry... giusto per dare profumo e colore!

Quando la salsiccia è a metà cottura, versate le verdure. Se il brodo è poco, potete aggiungere altra acqua. Andateci piano col sale, mi raccomando. Conviene assaggiare di volta in volta.

Lasciate cuocere per il tempo richiesto e, se preferite, potete pure mettere da parte i salsicciotti qualora fossero già cotti. A me, tuttavia, piace lasciarli fino alla fine così il brodo si insaporisce di più. Ok, poi divento una vacca, però il minestrone così è più buono.

A cottura ultimata, unire i pezzi di salsiccia qualora li aveste tirati fuori dalla pentola e servire ben caldo e aggiungere un cucchiaino di olio crudo. Il risultato dovrebbe essere questo:

L'immagine “http://photos-e.ll.facebook.com/photos-ll-snc1/v373/246/121/550185702/n550185702_1490244_1946.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.



Se poi volete fare un piatto unico vi do una dritta. Mettete da parte la salsiccia, allungate ancora un po' il brodo e, una volta in ebollizione, versate un pugno di riso a persona. Lasciare cuocere mescolando di tanto in tanto e, se siete davvero gaudenti, aggiungete dei fiocchetti di burro e un po' di formaggio grattugiato.

A cottura ultimata, aggiungere di nuovo la carne ai lati del piatto.
La versione col riso può andar bene anche se vi è solo rimasto del brodo di cottura. Con i seguenti risultati:

L'immagine “http://photos-f.ll.facebook.com/photos-ll-snc1/v373/246/121/550185702/n550185702_1490245_2156.jpg” non può essere visualizzata poiché contiene degli errori.

e adesso posso consigliare ai miei amici di prostrarsi al mio cospetto e chiedere clemenza per aver dubitato delle mie doti culinarie. Miserrimi!

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vita familiare
13 ottobre 2007
Cus cus con carne e verdure
Come saprete, se avete letto qualche articolo più in basso, per il mio compleanno ho fatto un cus cus. Farfy ed altre persone mi hanno chiesto la ricetta e siccome sono un elfo gentile e per nulla geloso delle sue creazioni - almeno fino a quando non pubblicherò un libro di cucina con tanto di diritti pagati - ecco a voi quanto richiestomi.



Cus cus con carne e verdure

Ingredienti per quattro persone:

- 400 grammi di cus cus
- due carote di grandi dimensioni
- due zucchine verdi medie
- una melanzana
- due peperoni rossi
- una cipolla
- una bottiglia di sugo di pomodoro
- un barattolo di polpa di pomodoro
- 300 grammi di spezzatino di manzo
- 300 grammi di salsiccia
- un dado vegetale
- pepe nero q. b.
- un cucchiaino di curry
- aglio in polvere q.b.
- foglie di alloro q. b.
- olio d'oliva
- sale


Si comincia preparando il brodo. Portare l'acqua in ebollizione in una pentola piuttosto capiente e aggiungere il dado, il curry, l'aglio in polvere e il pepe nero. Pulite per bene tutte le verdure (che l'igiene è importante), melanzane escluse, e pelate le carote e le cipolle (le zucchine no!). Tagliate il tutto a pezzi grossolani e immergerle nel brodo caldo. Quando saranno quasi cotte, scolarle e metterle da parte. Conservate il brodo: servirà per ammorbidire la semola.

Pulire (che credevate, che ero zozzo?) e pelare le melenzane e soffriggerle in olio caldo. Una volta cotte, fate asciugare l'olio in carta assorbente. In un'altra pentola versare il sugo e la polpa di pomodoro, quindi versare tutte le verdure per ultimare la cottura. Versare nel sugo anche le foglie di alloro, la carne di manzo e la salsiccia che avrete provveduto a fare a tocchetti. E se siete ex vegetariani come me, non potrete che sentirvi in colpa.

Assaggiare il sugo e salare a cottura quasi ultimata. Il sugo dovrà essere non molto asciutto ma nemmeno un oceano di pomodoro. Come fare se si rapprende troppo e la carne non è ancora tenera? Ragazzi, sveglia! Un bicchiere d'acqua o un po' di brodo di verdure dovrebbero aiutarvi a risolvere il problema.

Lasciate riposare il sugo - vi conviene farlo la mattina per la cena o la sera per il pranzo del giorno dopo - e, poco prima che vengano i vostri ospiti (non fate come me che mi faccio trovare sempre che devo finire di prepararmi) preparate il cus cus. Ok, qualcuno di voi obietterà che si scrive cous cous, ma qui siamo in Italia e va bene anche con la grafia nostrana.

Mettere la semola, perciò, in un recipiente abbastanza largo e versare un po' d'olio di oliva. Mescolate fino a quando l'olio non si sarà distribuito uniformemente. Quest'operazione servirà a separare meglio i grani. 

Riscaldate il brodo che avrete preventivamente conservato - sennò voglio vedere come masticherete i granellini duri come pietre - e quando sarà bollente versate nella semola fino a quando non sarà completamente assorbito. Non usatelo tutto, il brodo, ma di volta in volta fino alla completo assorbimento del cus cus. Se ne mettete di più e vi si riduce al rango di un risotto da massaia insoddisfatta non ditemi che non vi avevo avvertito.

Lasciare riposare per cinque-sette minuti e quando sarà pronto - assaggiate per verificare - sgranate con l'aiuto di una forchetta. Arrivati a questo punto avrete pronto sia il cus cus, sia il sugo che riscalderete quindici minuti prima di servire a tavola. Dopo di che i vostri amici vi ameranno e, come ha detto Farfy a me, farete pure colpo sulla persona che vi piace.

A la prochaine fois, chéris!

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vita familiare
14 settembre 2007
Ossibuchi agli aromi con piselli e carote
Giusto l'altra sera volevo fare del pesce al cartoccio per inaugurare la mia nuova casa - per favore, chi ancora non è stato invitato non si offenda: ho solo quattro sedie e gli inviti saranno perciò scaglionati - ma sfortunatamente l'unico supermercato aperto di mercoledì stava giusto rinnovando i locali...

Preso dallo sconforto e dallo squallore di un luogo che appariva sempre di più come uno spaccio sovietico, mi son ricordato di avere degli ossibuchi in congelatore. Per cui mi sono armato di fantasia e buona volontà e per cena ho preparato:

http://z.about.com/d/italianfood/1/0/V/F/obsu2.jpg

Ossibuchi agli aromi con piselli e carote

Ingredienti per quattro persone:

- 4 ossibuchi di tacchino
- una grossa cipolla calabrese
- cinque carote di media grandezza
- 600 grammi di piselli (anche surgelati)
- una tazza di brodo vegetale
- aglio in polvere
- prezzemolo
- alloro
- curry
- pepe nero
- olio d'oliva
- aceto balsamico (un cucchiaino per ossobuco)
- sale

Preparate una padella antiaderente dove verserete una tazzina d'acqua, aspettate pochi istanti e aggiungete la carne. Servirà per far buttare il grasso della pelle del tacchino, che non mi vorrete diventare ciccioni per poi finire ad acquistare creme miracolose anti-adipe in qualche televendita dove ti rifilano pure i fanghi di Mururoa e il sale antisfiga.

Nel frattempo, sbollentate i piselli salandoli ma anche in questo caso abbiate cura che sia una cosa veloce: non vogliamo di certo fare un purè verde!

Quando nell'acqua della pentola sarà presente una disgustosa poltiglia marroncina, prelevate gli ossibuchi e porgeteli su un piatto. Sia chiaro, dovranno essere saltati da entrambi i lati ma non completamente cotti. Quindi cospargeteli di aglio in polvere e salateli. E sia chiaro: buttate l'acqua della padella, sennò non abbiamo risolto nulla.

In una casseruola abbastanza capiente, friggete in olio d'oliva un soffritto di cipolla calabrese finemente tagliata e una parte delle carote. Quando la cipolla è imbiondita aggiungere la carne e rosolare. Quindi aggiungete il prezzemolo, il curry (andateci piano, mi raccomando) il pepe nero e, proprio alla fine, l'aceto balsamico: salate ancora, mescolate e lasciate cuocere per pochi minuti.
Com'è prevedibile, qualcuno di voi obietterà che non si fa il soffritto con la cipolla rossa, ma per una volta fidatevi di me e smettetela di fare i pignoli, ché poi nessuno vi si piglia.

Unire dunque il resto delle carote che avrete avuto la cura e la pazienza di ridurre a pezzettini - e come consiglio quando bisogna fare questi lavori odiosi e noiosi: pensate a un politico che vi fa incazzare e vedrete che il risultato sarà eccellente - e i piselli precedentemente sbollentati. Mescolate con delicatezza e versare il brodo di verdure assieme a qualche fogliolina di alloro, che darà ancora più profumo al vostro piatto.

Lasciate cuocere a fuoco lento fino a quando il brodo si rapprenderà e si farà più denso. E ovviamente fino a quando carne e carote saranno ben cotte. Se all'occorrenza dovesse servire, armatevi di buon senso e aggiungete un po' d'acqua.

Per il sale regolatevi assaggiando di tanto in tanto, ma avendo presente quello che dice sempre la mia mamma in questi casi: se manca si può aggiungere, se è in eccesso te lo pappi salato.

Infine servite il tutto ben caldo, accompagnandolo con chiacchiere amene, buoni amici - ma questi non si mangiano, ok? - e un bel vinello rosso - anche se noi abbiamo optato per un bianco ben freddo che non ci si sposa male, anzi!

E, ça va sans dire, buon appetito.

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DIARI
24 giugno 2007
Pollo fritto allo zenzero
 

La mia amica Seenia - assieme al mio lettore, Pinco - mi ha fatto notare che le cucine di questo blog sono chiuse ormai da tempo. Il fatto, cari i miei amici golosi, da poco più di un anno non ho una dimora fissa e stabile ergo non invito più la gente a casa come facevo un tempo. Se a tutto questo aggiungiamo che sto lavorando come un ossesso, il quadro è completo.

Eppure per oggi farò un'eccezione e vi parlo di una ricetta che ho sperimentato dopo aver guardatoil programma della Clerici. Questo per dirvi che non è una ricetta elfica the original, ma volete mettere, fatta con le mie manine e raccontata come solo un elfo sa fare?

Allora, mano a piatti, grattugie e coltelli e preparatevi a fare il:


Pollo fritto allo zenzero

ingredienti per quattro persone:*

800 gr. di cosciotti di pollo disossati
succo di limone
vino bianco
tre uova
radice di zenzero fresca e/o zenzero in polvere q.b.
pepe nero q.b.
pangrattato q.b.
prezzemolo tritato q.b.
una bella lattuga romana fresca
aceto balsamico
salsa di soia
sale
olio di arachidi


Andate dal vostro macellaio di fiducia e ordinate con sufficiente anticipo delle cosce di pollo disossate. Dico questo perché il mio mi ha dato il pollo intero e poi ebbi a farlo io. Con l'ausilio di una forbice fate finta di essere Hannibal Lecter e, se siete gay, fingete pure che il pollo in questione sia la Bindi mentre scrive fa la legge sui DiCo. Otterrete tocchetti di grandezza media. Attenzione però a non pensare alla Binetti, altrimenti vi viene fuori del tritato.
Se poi il macellaio è gentile, e non cafone e buzzurro come il mio, potere delegare a lui l'ingrato compito.

A casa preparate un intruglio di vino biano e succo di limone. Quivi verserete la radice di zenzero che avrete cura di grattugiare come se fosse la faccia di Calderoli quando dice cose carine sugli omosessuali. Mescolate per bene e quindi versare dentro i tocchetti di pollo. Lasciare riposare per almeno sei ore. Avrete tutto il tempo di farlo dopo pranzo e pulire casa, ché i vostri amici si meritano pavimenti puliti e bagni splendenti!
In alternativa, se siete chic come la Pito, potete sempre andare a prendere un aperitivo.

Preparate il pangrattato aggiungendovi il pepe nero, il sale, il prezzemolo e altro zenzero.
In tal caso sarebbe opportuno usare lo zenzero fresco per il bagno nell'intruglio e quello in polvere per l'impanatura, ma poi fate voi ché la cucina non è una chiesa dove ammorbare i propri adepti con dogmi e favolette horror di serie B.

Passato il tempo necessario a marinare il pollo, rompete le uova pensando ai testicoli di Ruini e Bagnasco (se volete farvi dare del terrorista, ovviamente) e con una frusta apposita sbattetele come si deve. Scolare il pollo e versare i tocchetti nell'uovo. Quindi impanare nel pangrattato adeguatamente condito.

Intanto cimentatevi anche nella preparazione del salmoriglio versando in una terrina, in medesma quantità, aceto balsamico e salsa di soia. Arricchite sempre con radice di zenzero grattugiata. In alternativa a Calderoli, per par condicio, durante lo sgrattugio potete sempre pensare a Francesco Rutelli.

Riscaldare in una padella a bordo alto, e a temperatura sostenuta, l'olio di arachidi.
Friggere i bocconcini ben impanati e se proprio siete sadici, potete immaginare che essi siano i deputati e i senatori dell'Udeur a cui impartite la giusta punizione.
Quando il pollo è ben dorato, scolare e asciugare con carta assorbente e, dopo un'ultima spolveratina di sale, servire il tutto ben caldo su un letto di insalata di lattuga romana che avrete provveduto a fare a listarelle sottili.

Intingete i bocconcini nel salmoriglio e gustate chiudendo gli occhi e dimenticando tutti gli orridi politici che sono stati citati fino a ora. Se sentite musichette celestiali e percepite atmosfere orientali non allarmatevi: lo zenzero non è allucinogeno ma la reazione descritta è più che normale.

Buon appetito, ça va sans dire.


* = chissà perché le dosi sono sempre per quattro persone. Come se chi scrive ricette o è troppo tirchio oppure ha una vita sociale un tantino ristretta...

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vita familiare
3 ottobre 2006
Latte aromatizzato contro il raffreddore



L'autunno è alle porte. E con esso il raffreddore!
Avendolo beccato in anticipo mentre ero in vacanza da lei, poiché l'agosto parigino in quei giorni equivaleva al novembre siciliano, vi trascrivo una ricetta con cui la splendida Wonder ha lenito le mie sofferenze.


Ingredienti:

- una bella tazza di latte
- un cucchiaio di rum (o anche due)
- un pizzico di cannella
- un cucchiaio miele all'eucaliptus
- un cucchiaio di essenza di fiori d'arancio


La preparazione è molto semplice.

Mettere a bollire il latte e, uno dopo l'altro, versatevi dentro gli ingredienti.
Quando il latte è ben caldo versatelo nella vostra tazza preferita e se avete qualcuno che nel frattempo vi fa le coccole, che vi fa le carezze sul capino, che vi rimbocca le coperte e che vi dà il bacio della buona notte, guarirete meglio e più in fretta.

Poi, essendo io single, ho dovuto aspettare qualche giorno in più.
Ma questa è un'altra storia...



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1 ottobre 2005
Quinoa con peperoni
L'influenza aviaria vi terrorizza e la mucca pazza vi ha rotto le palle?
Avete intenzione di mangiare macrobiotico?
Pensate che tale scelta vi condurrà in bagno con la mano alla bocca e desiderosi di raggiungere la tazza del cesso?
Volete evitare tutto questo e cucinare una ricetta sicura?
Allora preparate la...



Quinoa con peperoni

Ingredienti:

- quinoa in semi (un bicchiere di plastica pieno ogni due persone)
- un bel peperone grosso o due di medie dimensioni
- una zucchina verde
- una carota
- cipolla
- alcuni pomodorini ciliegini
- curry
- curcuma
- pepe nero
- olio d'oliva
- parmigiano grattugiato

Primo passaggio: fare il brodo.
Tagliate a pezzi la carota, la cipolla e i pomodorini e immergeteli in acqua fredda che porterete in ebollizione. Quindi salare e pepare. Aggiungere, se vi aggrada, un cucchiaino di curry e un altro di curcuma. Serviranno a dare colore e sapore al brodo.

Secondo passaggio: stufare i peperoni.
Tagliate i peperoni a pezzi.
Fate a rondelle la zucchina.
Mettere in padella con due cucchiai di olio d'oliva e un mestolo di brodo.
Girare di tanto in tanto e aggiungere altro brodo fino a quando anche queste verdure non saranno cotte.

Ultimo (ma fondamentale) passaggio: cucinare i semi.
Quando i peperoni saranno pronti aggiungere i semi alle verdure stufate.
A fiamma leggera mescolate in modo che i semi si insaporiscano e si tostino. Procedete così per qualche minuto.
Quindi versare di volta in volta il brodo rimasto (per cui fatene in abbondanza) fino a quando i sei non saranno cotti.*

Servire ben caldo con parmigiano grattugiato sopra.
Nu babba!



* = Cioè fino a quando non rilasceranno un piccolo epitelio ai bordi del seme. E non state a sentire Chanel, che sostiene che assomiglia a uno spermatozoo. Quella è lesbica, che volete che ne capisca...



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10 settembre 2005
Risotto con zucca e gorgonzola
E' sabato e sicuramente molti di voi si staranno organizzando per romantici week end in compagnia della vostra anima gemella o, più semplicemente, della persona per cui sbavate e sulla quale sperate di riversare tutte le vostre attenzioni e i vostri ormoni.

Bene, la ricetta che vi propongo oggi non deve mai essere usata per occasioni del genere, perché un bacio con zaffata al gorgonzola - e relativo retrogusto di cipolla - oltre a uccidere lo/a sventurato/a malcapitato/a, vi proietterà in una dimensione di castità inauspicata e non prevista.
Se poi, proprio come me, siete soli (in senso coniugale, s'intende) e volete contribuire al trionfo dell'adipe sui vostri fianchi, prendete padella e cucchiaio di legno e agite!


n.b.: si ringrazia Mary per le dritte e per avermi fatto conoscere tale ricetta di squisita bontà. E sia chiaro, io non mangio zucche gialle!





Risotto con zucca e gorgonzola

Ingredienti (per quattro persone):

- 320 gr. di riso
- 400 gr. di zucca gialla (tipo quelle di Halloween)
- una bella cipolla
- una fetta di gorgonzola di 200/300 gr.
- brodo di carne (o di verdure per i vegetariani)
- prezzemolo fresco tritato
- parmigiano grattugiato
- olio extra vergine d'oliva
- sale
- pepe nero

In una pentola di una certa capienza - ricordate che state preparando per quattro persone e che il riso cresce - fate soffrigere la cipolla finemente tritata. Quindi, quando sarà imbiondita, aggiungere la zucca fatta a dadi. Non occorrere aggiungere acqua, perché la zucca butterà la sua - essendo un frutto piuttosto acquoso - e quando si formerà quel brodino profumato e dolciastro salate e pepate.

Aggiungere il riso e girate per bene lasciandolo tostare e lasciando che si impregni del brodo della zucca. Quindi versare di volta in volta il brodo per preparare il risotto, fino a quando il piatto non sarà pronto. Questo potete appurarlo assaggiando ciò che state cucinando: se al palato avete la sensazione di avere ingurgitato per sbaglio della ghiaia aromatizzata ebbene è il caso di aggiungere altro brodo.

Quando il riso è cotto, aggiungere il gorgonzola. Si consiglia la qualità cremosa perché, oltre a sciogliersi meglio, è anche quella dal sapore più delicato. Rinunciate invece all'alito. Questo mix di formaggi e cipolle non lascia scampo.


Aggiungete il prezzemolo finemente tritato e quando servite nel piatto - questo riso va mangiato rigorosamente caldo - spolverate con un cucchiaino di parmigiano grattugiato.

Se poi volete proprio provarci, col tipo che vi sta accanto e per il quale sbavate, abbiate l'accortezza di mangiare delle foglie di prezzemolo crude - un bel po', sia chiaro - e prima di baciarlo andate a lavarvi i denti.
E che sia amore!


p.s.: qualcuno mi aveva chiesto un aggiornamento di questa rubrica. Quel qualcuno è stato accontentato... :)



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26 luglio 2005
Risotto al curry
Ok, il mio blog ultimamente arranca un po'.
Che volete farci, tra il caldo e con l'happening burocratico al quale sono stato sottoposto sfido chiunque a scrivere post interessanti e intrisi di piacevolezza e letterarietà.
Sta di fatto che questi sono giorni un po' piatti e allora, tanto per tenervi compagnia - anche se non la volete - riporto l'ennesima ricetta.
In questo caso il piatto che vi propongo oggi è un mio personale esperimento.
Si può coniugare l'esaltazione dei sapori orientali con la metodologia culinaria italiana?
O meglio: c'è un modo per fare mangiare agli incalliti fautori del made in Italy gastronomico un riso all'orientale.
La risposta è: si!



Risotto al curry

riso basmati
2 cipolle di medie dimensioni
2 carote grosse
2 patate di medie dimensioni
un ciuffo di prezzemolo fresco
10 pomodorini ciliegini
300 gr. di petto di pollo tagliato a dadini
un cucchiaio di curry
un cucchiaio di curcuma
un pizzico di pepe nero
sale o dado granulare
olio extra vergine d'oliva


Cominciamo dalle cipolle. Dopo averle pelate, tagliatele in due.
Quindi prendete una mezza cipolla e fatela a pezzettini per il soffritto. Fatela imbiondire e poi versate, nella padella, il pollo a dadini. Cuocete per qualche minuto, salate e pepate, e quando il pollo è pronto spegnete la fiamma e lasciate tutto a riposare.

Intanto pelare gli ortaggi - pomodori esclusi, perché voglio anche vedervi con un pelapatate e un ciliegino la figura di merda che ci fate - tagliarli a pezzi grossolani e ficcarli tutti in una pentola nella quale preparerete il brodo. I pomodorini li taglierete in quattro parti e poi giù, in quella brodaglia primordiale anche loro. Il prezzemolo non farà una fine diversa. Scagliatelo dentro a foglia intera, tuttavia, ma solo dopo averne lasciato da parte un piccolo quantitativo da tritare per la decorazione finale.

Quando il brodo comincia a bollire stemperare nell'acqua il curry e la curcuma. Salare - va bene anche il dado granulare - e spegnere il tutto quando le verdure saranno ben cotte. Anche perché - diciamocela tutta - masticare patate semicrude darebbe fastidio a chiunque.
Nel frattempo metterete nel brodo anche il pollo già cotto e lasciate riposare fino a quando il brodo non sarà tiepido.

Prendere il riso basmati, arrivati a questo punto, e tostarlo nella padella in cui avete cotto il pollo avendo l'accortezza di non lavarla. Il riso infatti si mescolerà ai sapori presenti nella padella in questione, voi risparmierete sull'olio - se siete avari - e dopo che il riso sarà tostato aggiungere di volta in volta il brodo - ma solo il brodo, senza carne nè verdure - per cuocere il risotto come si farebbe all'italiana (odio il campanilismo gastronomico, ma cucinare è un atto d'amore, tant'è...)

Quando il risotto è pronto versarlo su una pirofila bianca (darà risalto al colore giallo del riso). Versare di sopra le verdure e la carne (se si sono freddate troppo riscaldatele in un attimo nella pentola stessa) e condire con un po' di prezzemolo tritato.
Servire a tavola così, riso sotto e condimento di sopra, senza mescolare. Anche perché fa più effetto. Il vino sceglietevelo voi. Sono una capra ignorante in materia.

Posso garantirvi che la mia nuova coinquilina Chelsea Clinton, che non ama particolarmente i sapori orientali (la fanno cagare, in tre parole) appena lo ha visto mi ha chiesto di poterne avere un cucchiaio e dopo, chissà perché, ne ha presi due piatti abbondanti.

Cosa non farei per la vostra felicità!



permalink | inviato da il 26/7/2005 alle 15:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (12) | Versione per la stampa
1 luglio 2005
Peperonata in agrodolce
E' arrivata l'estate (e si sente!).
E vi avevo promesso altre foto del mio soggiorno in centro-nord.
Questa ricetta, di sperimentata efficacia, è stata testata in quel di Milano e sottoposta al famelico appetito di elementi ispanici, italici e kurdo-svedesi.
Ciò vi dovrebbe suggerire, indi, che le foto che vedrete sono state scattate al momento.
Cosa non farei per la vostra felicità gastronomica...



Peperonata in agrodolce

Ingredienti



peperoni
cipolla
zucchine verdi
uvetta
pangrattato
olio d'oliva
aceto (anche balsamico)
sale
zucchero

n.b.: le quantità posso essere variabili e a vostra scelta.

Tagliare i peperoni a pezzi e metterli a friggere in una padella abbastanza capiente (capirete perché). Salare e zuccherare; fare lo stesso, zucchero escluso, con le altre verdure.





Fate lo stesso procedimento con la cipolla che friggerete in un'altra padella ancora (capirete sempre dopo il perché) e in contemporanea coi peperoni...





mentre per le zucchine verdi, agendo con la pietà che vi contraddistingue e ripensando al solito ex fidanzato stronzo, le ridurrete alla julienne e le friggerete subito dopo aver cotto a puntino i peperoni nello stesso olio di questi ultimi (serve per farle insaporire)...





la foto che segue non deve trarvi in inganno. Mentre cucinavo la peperonata mi è venuta un'improvvisa e incontenibile affezione per questa bella fetta di salmone trovata per caso in frigo...





friggete in ultima istanza anche l'uvetta fino a quando non sarà gonfia e chiara. Quindi versare tutte le verdure tagliuzzate e fritte (evviva la linea!) insieme in un contenitore. Mescolarle per bene, condirle con aceto e versarle di nuovo nella padella abbastanza grande di cui sopra.





Questo espediente, come avrete capito, vi permette di gestire meglio le verdure al momento di insaporirle sulla padella tutte insieme. Usare due padelle, inoltre, vi servirà per dimezzare i tempi.

Ok, saranno solo consigli pratici e potete rimproverarmi la suspence eccessiva che ho creato in precedenza ma considerate anche il fatto che se fossi stato cattolico ve li avrei rifilati come qualche miracoloso segreto di qualche madonna piangente.

Ma bando alle ciance! Versare il pangrattato sulle verdure e mescolare.





Mescolare il tutto con cura e a fiamma bassa. Dopo cinque minuti circa versare l'insieme in una scodella di vetro e aspettare che raffreddi. La peperonata in questione, infatti, si mangia benissimo fredda!





Come al solito non mi rimane che augurarvi buon appetito e alla prossima!



permalink | inviato da il 1/7/2005 alle 11:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (17) | Versione per la stampa
10 giugno 2005
Frullato profumato alla cannella
Si dice che quando stai bene con te stesso non è proprio il caso di dirlo ai quattro venti, perché i demoni dell'invidia - che popolano gli occhi degli stolti e che si nutrono delle loro lacrime (e questo spiega perché gli stolti in questione raramente piangono) -  i demoni dell'invidia, dicevo, scagliano le loro frecce nere intrise di veleno.

Allora visto che l'estate, sebbene in modo assurdo, è ormai un dato di fatto (diciamo) vi do la ricetta di un frullato leggero ed energetico - ma a bassissimo contenuto calorico - che va bene per i pomeriggi dopo che magari si è andati al mare.

La frutta in estate, vi ricordo, è un ottimo rimedio per avere una pelle rilassata e più morbida e per integrare sali e vitamine.





Frullato profumato alla cannella

Ingredienti

- due belle pesche gialle, dolci e mature
- un cucchiaio di miele
- cannella in polvere
- una fragola bella grossa
- succo di limone (facoltativo)
- un po' di latte, anche scremato (sempre facoltatico e alternativo al limone)


Prendete un bel frullatore e ficcateci dentro la pesca che avrete preventivamente sbucciato e snocciolato. Sapete, le lame del frullatore non amano molto i noccioli e la roba dura in genere.
Versate anche un po' di succo di limone. In tal caso non metterete il latte, perché poi sai, con l'acidità di stomaco...

Nota bene: chiudere SEMPRE il bicchiere del frullatore, se non volete che le pareti della cucina siano di un bel giallo canarino...

Versare il composto in un bicchiere, addolcire con un cucchiaino di miele e mettere in frigo per un po'. Se volete avere il frullato già freddo potete invece tenere le pesche in frigo.
Quindi versare sopra un po' di polvere di cannella e decorare, se vi aggrada, con una fragola tagliata a metà sul bordo del bicchiere (ma che chic!).

Buona merenda e alla prossima!



permalink | inviato da il 10/6/2005 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (10) | Versione per la stampa
DIARI
3 giugno 2005
Insalata di farro
L'estate è ormai alle porte.
Anche se in Sicilia dovrebbe essere un dato di fatto.
Dovrebbe perché questo scirocco odioso colora il cielo di un pallore cadaverico e intride l'aria di quella simpatica umidità che devasta acconciature e ti fa venire sonnolenza e mal di testa.
Aspetteremo tempi migliori e, quando boccheggeremo per i 45° all'ombra rilevati in campagna e ad una certa altezza dal suolo, rimpiangeremo la brezza comunque fresca di questa settimana.

Ma, dicevo, l'estate è alle porte. E di cibi freschi, come ad esempio le insalate.
Una variante della classica insalata di riso è quella di farro. Che consta, a sua volta, di molte variazioni sul tema. Io ve ne propongo una molto fresca.





Insalata di farro.

Ingredienti:

- una confezione di farro decorticato
- pomodorini ciliegini, 300 gr. circa (anche perché con quello che costano...)
- una cipolla di Calabria bella grossa
- pesto
- menta
- basilico
- pepe nero

E' buona norma, quando si prepara un'insalata del genere, mettere a bagno per un tempo che varia dalle sei alle dodici ore il farro che avete comprato.
Di solito tali tempi sono indicati nelle confezioni, di solito sul retro.
Questo tanto per dirvi, sin d'ora, che non è un piatto da fare all'ultimo momento o per una "spaghettata" di mezzanotte.



Dopo che il farro è stato scolato e risciacquato per bene, bollirlo in acqua abbondante e ben salata. Anche in questo caso rispettare i tempi di cottura che troverete sempre sul retro delle confezioni. Se tali tempi non dovessero essere rispettati, vi troverete a dover gestire una disgustosa poltiglia granulosa e perderete tutti i vostri amici qualora li aveste invitati a cena.

Intanto pulire i pomodori e tagliarli in quattro.
Mondare il basilico e tagliuzzarlo grossolanamente.
Fare lo stesso con la cipolla, provvedendo di ridurla a pezzetti molto piccoli.
Unire le verdure, condirle con olio, sale e pepe nero.



Quando il farro è bollito, scolarlo con cura (è un'inslata, non una minestra) e condirlo con il pesto fino a quando non sarà ben colorato. Unire le verdure condite e alla fine unire le foglioline di menta precedentemente lavate. Le foglie di menta, si badi, non devono essere tagliuzzate ma lasciate intere.

Mescolare per bene in modo che tutto il condimento sia ben distribuito.



Lasciare alcune foglie di menta per decorare la superficie dell'insalata.
Mettere in frigo e servire ben fredda.



Buon appetito!



Avvertenze:


1) se voleste una versione light potete evitare di condire con il pesto;

2) potete aggiungere ingredienti e verdure a vostra scelta, quali ad esempio peperoni verdi, mais, rucola e quant'altro (è un'insalata, d'altronde);

3) visto il quantitativo - e la qualità della cipolla - è opportuno finire tutto il pasto (dolce, caffé e ammazzacaffé compresi) con alcune foglie di prezzemolo. Elimina l'odore della cipolla e le sue spiacevoli conseguenze. Lavarsi i denti, poi, sarebbe anche una scelta conclusiva più che adeguata. Se non dovete baciare nessuno potete evitare di prendere il prezzemolo...

4) volete evitare di mettere ammollo il farro? Usate quello perlato, e i tempi di preparazione si riducono di molto!

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permalink | inviato da il 3/6/2005 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (16) | Versione per la stampa
6 maggio 2005
Tortino di verdure alle spezie
Ier sera ho invitato a cena Farfy, Milena Pito e la sua splendida amica detta La Regina delle Nevi.
A dire il vero fino all'ultimo sono stato piuttosto indeciso su cosa fare. Un tentativo di fare un ragù vegetariano col seytan si è tradotto in una poltiglia abbastanza disgustosa improponibile persino ad un orco.
Poi il mio genio creativo (solleticato dai suggerimenti di Larvotto), e la disponibilità di uova, mi hanno suggerito quanto segue...



Tortino di verdure alle spezie.

- sei uova
- trecento grammi di spinaci
- due cipolle bianche di medie dimensioni
- una zucchina bella grossa
- un mazzetto di rucola
- un ciuffo di prezzemolo fresco
- centocinquanta grammi di scamorza affumicata a dadini
- sale
- noce moscata
- pepe nero
- curry e altre spezie indiane per verdure stufate se le trovate


Cominciamo col pulire gli spinaci. Lavateli per bene, togliete terra e impurità varie. A tale proposito viconsiglio di non usare creme detergenti. Non è davvero il caso, anche se siete gay. Fidatevi.
Se poi vi secca mondare gli spinaci, potete sempre comprarli surgelati a cubetti. Io, che voglio fare il figo della situazione, vi induco in pratiche laboriose ma alla fine ho usato proprio questi ultimi!

Lessare per bene gli spinaci in acqua salata e versatevi il curry e le spezie indiane.
Nel frattempo pulite e la rucola e il prezzemolo. Tagliate a pezzi la cipolla e la zucchina fatela alla julienne. Per quanto riguarda quest'ultima operazione, se avete dubbi su come si fa ricordatevi l'ultima volta che vi hanno spezzato il cuore.
Poi procedete con un bel soffritto. In questo caso, contrariamente agli spinaci, dovrete fare tutto a mano. Non esistono mazzetti di rucola congelata, per intenderci.

Quando gli spinaci saranno cotti a puntino lasciateli scolare.
Ricordatevi infatti che dovete fare un tortino, non una piscina per uova!!!
Dopo averli scolati tagliuzzateli per bene, come se fossero frullati.

Friggete la cipolla a parte, anche a pezzi grossi.
Quindi soffriggete insieme rucola, prezzemolo e zucchina alla julienne.
Quando tutte le verdure saranno cotte mettetele insieme in una terrina.
Versate, a questo punto, anche i cubetti di scamorza.

Sbattere le uova in una terrina a parte.
Se avete dubbi su come si fa ricordatevi di come ve le faceva girare l'ex di cui sopra nei momenti in cui era particolarmente amabile.
Quando il composto è ben omogeneo versare sulle verdure e impastare fino ad ottenere un nuovo composto, stavolta giallo-verde, su cui grattuggerete abbondante noce moscata e un pizzico di pepe nero.

Arrivati a questo punto potere procedere in due modi.
Fate il tortino al forno e in questo caso imburrate una teglia e la scospargete di pan grattato.
Oppure fate il tortino in padella, ben oleata e cuocendola a fuoco basso.
In tal caso ricordate di girarla a metà cottura.

Servite ben calda accompagnata da un'insalata di pomodoro con aceto balsamico e spezie.
E buon appetito!!!



permalink | inviato da il 6/5/2005 alle 17:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (13) | Versione per la stampa
10 febbraio 2005
Paglia e fieno con speck e salsa bianca

Stasera ho voglia di cucinare.
Perché è da tanto che non lo faccio.
Voglio provare la seguente ricetta. Spero che piaccia anche a voi.


 


 


 


Paglia e fieno con speck e salsa bianca

Ingredienti per le solite 4 persone*:

- 500 gr. di tagliatelle paglia e fieno
- 200 gr. di speck
- 120 gr. di parmigiano grattugiato
- un bicchiere di latte
- panna da cucina
- una cipolla
- sale
- pepe nero
- burro

Cominciamo a tagliare a strisce sottili lo speck e poi mettiamolo da parte in un piatto. Si badi sin d'ora che, essendo tale ingrediente fondamentale per la riuscita della ricetta, va trattato con la massima cura. Per cui ogni tentativo di attingere ad esso da parte dei golosi rompiballe di turno sarà punito con la morte o a colpi di forchetta sulle dita criminose (capito Haruki?).

Quindi pelare la cipolla, possibilmente bianca, e farla a pezzetti minuti per soffriggerla. Il solito consiglio. Spaccatela in due e lavatela bene prima di procedere. Altrimenti piangerete come una donzelletta di scarso midollo osseo. Indi fate sciogliere il burro in una padella e versate il tutto.

Aggiungete lo speck e fatelo rosolare per bene. Intanto mettete l'acqua a bollire. Andateci piano col sale, perché tra speck e salsa verrà un condimento abbastanza saporito. Per non parlare che - con tutto il grasso che ingurgiterete - il sale funge da ottimo catalizzatore da ciccia attorno ai fianchi e non solo...

In un pentolino a parte sciogliere il parmigiano grattugiato con il latte e portare a ebollizione. Aggiungere il sale, il pepe nero e la panna e continuare a mescolare finché otterrete una cremina densa e saporita. Anche in questo aso occorrerebbe tenere alla larga i terroristi della scarpetta, soliti ad affondare crostini et similia in qualsiasi cosa abbia la consistenza di un sugo e l'apparenza di qualcosa di buono da mangiare (capito Ruth?).

Aggiungere la salsa bianca alla padella con lo speck, mescolare velocemente a fuoco basso e versare la paglia e fieno sulla padella. Ovviamente dopo avere scolato la pasta, altrimenti vi viene una sorta malriuscita di zuppa all'orientale (ci pensate che schifo la panna che galleggia in mezzo all'acqua?). Mescolare bene e servire ben caldo.
E buon appetito, ovviamente!


* = mi chiedo se coloro che solitamente scrivono per libri di ricette abbiano una vita sociale così limitata...




permalink | inviato da il 10/2/2005 alle 17:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (23) | Versione per la stampa
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