.

Nessuno ti ha mai detto che se vuoi un futuro migliore devi solo cambiare il presente
musica
10 settembre 2009
Tutto l'universo obbedisce all'amore



...Bisogna muoversi come ospiti pieni di premure,
con delicata attenzione per non disturbare..
.
musica
6 settembre 2009
Tra sesso e castità



...Felici i giorni in cui il fato
ti riempie di lacrime e di arcobaleni,
della lussuria che tenta i papaveri
con turbini e voglie...

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musica
10 aprile 2009
La descrizione di un attimo



"...ma la mia memoria scivola
mi ricordo limpida la trasmissione dei pensieri
la sensazione che in un attimo
qualunque cosa pensassimo in due
poteva succedere..."



Non fateci caso, è solo colpa di questo cielo di quarzo e di un vento irriverente.
musica
17 gennaio 2009
Sally



Sally cammina per la strada sicura
senza pensare a niente!
....ormai guarda la gente
con aria indifferente...
....sono lontani quei "momenti"...
quando "uno sguardo" provocava "turbamenti"..
quando la vita era più facile...
e si potevano mangiare anche le fragole....
perché la vita è un brivido che vola via
è tutt'un equilibrio sopra la follia....
..........sopra follia!
senti che fuori piove
senti che bel rumore...

(continua)

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musica
3 gennaio 2009
It's nothing I regret...


Maybe I've forgotten the name and the address
Of everyone I've ever known
It's nothing I regret...


Mi è sempre piaciuta. Ed è la prima canzone che ho ascoltato nel 2009. E ho scoperto, con mia grande sorpresa, che il video è ambientato in una città che amo moltissimo.
Se la mia vita fosse un serial TV, questa sarebbe sicuramente la sua sigla.

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musica
27 ottobre 2008
"Your woman", White town



Well I guess what you say is true,
I could never be the right kind of girl for you,
I could never be your woman.
I could never be your woman,
I could never be your woman,
I could never be your woman.

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letteratura
6 settembre 2008
Ho sceso, dandoti il braccio...
 


      Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di scale
      e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino.
      Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.
      Il mio dura tuttora, né più mi occorrono
5    le coincidenze, le prenotazioni,
      le trappole, gli scorni di chi crede
      che la realtà sia quella che si vede.

      Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio
      non già perché con quattr'occhi forse si vede di più.
10  Con te le ho scese perché sapevo che di noi due
      le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,
      erano le tue.

Eugenio Montale, Satura

DIARI
16 aprile 2007
Quando verrà il mio turno
 


Quando verrà il mio turno

 

Quando verrà il mio turno

Non ci saranno scuse, dormiranno

Per sempre le voci dei miei sogni

Sepolti per sempre i miei ricordi

Allora sarà il tempo di frugare

Fra le carte, odorando il dolce

Sapore dei giorni spesi a vergare

Quelle righe. Confusi i miei pensieri

Non saranno e il gioco del capirli

Colmerà il tuo tempo del vuoto

Lasciato dal mio viso. Così

Qualche accento dimenticato

Renderà la pagina più rara

Come se la mia mano

Ancora la sfiorasse, invece

Del suono dei miei passi

Frusceranno le parole

Crepiterà il fuoco del mio cuore

nella pagina sottile e tra le righe

Serena Savini


(già Condorella, che a Bellinzona mi ha regalato momenti belli e divertenti, di pacata sapienza e di acquatica gioia. Grazie per essermi amica. Queste parole scritte con l'inchiostro e col tempo mi insegnano anche ora che i giorni che ci hanno messo accanto valevano la pena d'esser percorsi.)




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DIARI
12 maggio 2006
Federichiade (sonetto primo)



I


Vaghitomi dell’Angelo Guardiano
ne canto la virtù, l’onor e l’arme
1
poiché toccar non posso io con mano
marmoreo 
posterior da farne carme.

Promise ostello e vitto in sua Milano2
all’Elfo e i sensi suoi ne fur ‘n allarme
3
giacché per vista Psiche a Ero’ arcano
d’amor fu arsa ed io non vo’ trovarme.
4

Oh angelo che a nom hai Federico
lo so che il volgo bramati in ardore
lo dici senza boria e in far amico.
5

È cosa assai plebea6 pubblic’amore,
natura7 lo riserva a chi è sì fico,
allor riman d’amarti con pudore.
8



Schema metrico:
ABAB ABAB CDC DCD

1. Il poeta canta le qualità dell'oggetto del suo amore tra le quali figura l'arme, ossia quell'azione eroica della vita quotidiana che rende eccezionali le vite degli uomini che si distinguono non tanto per gesta eroiche quanto per il loro alto esempio morale di vita.

2. Secondo la critica marxista, l'Angelo Guardiano ebbe somma fama in vita per la sua ospitalità nei confronti delle persone che reputava sue amiche e degne di entrare nel suo entourage.

3. Il poeta, da sempre segretamente innamorato delle virtù dell'Angelo Guardiano, teme - come si evidenzia successivamente - che la vista dell'amato possa avere effetti dirompenti per i suoi sensi.

4. Secondo gli stilemi cari alla retorica classica, il paragone col mito serve a elevare la natura dell'amore: la vista dell'amato potrebbe avere le stesse conseguenze occorse a Psiche che, visto il suo Eros (qui reso con con troncamento finale del nome per esigenze metriche) in sonno, rimase folgorata dalla divina essenza del compagno.

5. L'affermazione dell'amato di essere al centro degli interessi di molta gente (il volgo) non è dettata da superbia alcuna, tanto è gentile col suo far amico l'Angelo Guardiano. La critica, che tanto si è dibattuta sull'argomento, è concorde nell'affermare con Croce che il compiacimento sia una conseguenza della magnanimità del destinatario del sonetto: è cosa gradita per il popolo godere della sua avvenenza e tale è la sua gentilezza che si compiace non della sua natura fica bensì dei benefici che questa può portare all'umanità. Il Bigi, a tale proposito, parla della funzione civilizzante dell'esser fico, in linea coi principi dell'estetismo elfico e della sua poetica.

6. "La contemplazione della perfezione" sostiene Ferroni nella sua magistrale critica al sonetto presente nei suoi Studi Elfici "non deve diventare fenomeno di massa e mediatico bensì rimanere in un ambito privato, l'unico a preservare dai pericoli del de-filippismo che l'autore della lirica ha sempre ferocemente attaccato".

7. Secondo il neoplatonismo elfico è secondo natura che gli esseri superiori (chi è si fico) attirino l'ammirazione e le brame degli esseri inferiori.

8. L'unica degna forma d'amore per l'Angelo Guardiano, secondo il poeta, è quella dell'ammirazione privata, unica a evitare la volgarizzazione del sentimento. La critica freudiana vede in quest'ultimo verso, invece, un celato richiamo all'attività onanistica dell'autore che, ai tempi, era severamente proibita se praticata nei luoghi pubblici.



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14 aprile 2005
Un epigramma di Marziale





Gli antichi avevano capito tutto...

Milia pro puero centum me mango poposcit:
   risi ego, sed Phoebus protinus illa dedit.
Hoc dolet et queritur de me mea mentula secum
   laudaturque meam Phoebus in inuidiam.
Sed sestertiolum donauit mentula Phoebo
   bis decies: hoc da tu mihi, pluris emam.
                                               (Marziale, Epigrammi - I, LVIII)


Che va tradotta pressapoco così:

Per un ragazzo un mercante di schiavi mi ha chiesto
centomila sesterzi: "Voui scherzare" gli ho detto,
ma Febo glieli ha dati su due piedi. Il mio cazzo ne soffre,
si lamenta con me, tesse - per farmi invidia - le lodi di Febo.
Ma a Febo il suo cazzo gli ha dato due milioni di denari:
dammeli tu, e mi comprerò schiavi ancora più cari.


Anche questa è poesia...




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4 febbraio 2005
Sulla morte, senza esagerare

 

 

 

 

 

 

L'altra sera, con Rose e Guardarobiera Nera, abbiamo parlato di questa poesia. Buon week-end a tutti!


Sulla morte, senza esagerare - Wislawa Szymborska

Non s’intende di scherzi,
stelle, ponti,
tessitura, miniere, lavoro dei campi,
costruzione di navi e cottura di dolci.

Quando conversiamo del domani
intromette la sua parola
a sproposito.

Non sa neppure ciò
che attiene al suo mestiere:
né scavare una fossa,
né mettere insieme una bara,
né rassettare il disordine che lascia.

Occupata a uccidere,
lo fa in modo maldestro,
senza metodo né abilità.
Come se con ognuno di noi stesse imparando.

Vada per i trionfi,
ma quante disfatte,
colpi a vuoto
e tentativi ripetuti da capo!

A volte le manca la forza
di far cadere una mosca in volo.
Più di un bruco
la batte in velocità.

Tutti quei bulbi, baccelli,
antenne, pinne, trachee,
piumaggi nuziali e pelame invernale
testimoniano i ritardi
del suo svogliato lavoro.

La cattiva volontà non basta
e perfino il nostro aiuto con guerre e rivoluzioni
è, almeno finora, insufficiente.

I cuori battono nelle uova.
Crescono gli scheletri dei neonati.
Dai semi spuntano le prime due foglioline,
e spesso anche grandi alberi all’orizzonte.

Chi ne afferma l’onnipotenza
è lui stesso la prova vivente
che essa onnipotente non è.

Non c’è vita
che almeno per un attimo
non sia immortale.

La morte
è sempre in ritardo di quell’attimo.

Invano scuote la maniglia
d’una porta invisibile.
A nessuno può sottrarre
il tempo raggiunto.




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letteratura
19 luglio 2004
L'insetto


 


 


 


 


Era da tanto che non riportavo una poesia. Questa è tra le mie preferite.

"L'insetto - Pablo Neruda

Dai tuoi fianchi ai tuoi piedi
voglio fare un lungo viaggio.
Son più piccolo di un insetto.
Vado per queste colline,
son colore d'avena,
hanno tracce sottili
che solo io conosco,
centimetri bruciati,
pallide prospettive.
Qui c'è una montagna.
Mai uscirò da essa.
Oh, che muschio gigante!
È un cratere, una rosa
di fuoco inumidito!
Per le tue gambe discendo
filando una spirale
o dormendo nel viaggio
e giungo alle tue ginocchia
di rotonda durezza
come alle cime dure
di un chiaro continente.
Verso i tuoi piedi scivolo
alle otto aperture,
dalle tue dita acuminate
lente, peninsulari,
e da esse al vuoto
del lenzuolo bianco
cado, cercando cieco
e affamato il tuo contorno
di anfora bruciante!"




permalink | inviato da il 19/7/2004 alle 20:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
letteratura
17 aprile 2004
Amore a prima vista

Lei è un premio nobel polacco (1996) di cui ho letto alcune poesie. Questa è una delle più belle. Parla di destino, amore e sentimenti. Un piccolo dono.

"Amore a prima vista (Wislava Szyimbosrka)

Sono entrambi convinti
che fu un improvviso sentimento a unirli.
Com'è bella tanta certezza
ma l'incertezza è ancor più bella.

Pensano che non conoscendosi prima,
nulla sia mai avvenuto tra loro.
Ma che diranno mai le strade, le scale, i corridoi
nei quali da tempo han potuto incrociarsi?

Vorrei chieder loro
se per caso ricordano-
forse una volta tra le porte girevoli
un faccia a faccia?
un qualche "scusi" nella calca?
l'eco di un "ha sbagliato" al telefono?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Grande sarebbe la sorpresa,
a saper che ormai da tempo
li ha presi in giro il caso.

Pronto non era ancora
a mutar per loro in sorte,
li ha tenuti vicini e poi lontani,
gli ha sbarrato la strada e
soffocando il riso
con un salto si è fatto da parte.

Furono segni, segnali,
ben poco importa se oscuri.
Forse tre anni or sono
oppure il martedì recente
non volò via quella piccola foglia
di spalla in spalla?
Qualcosa venne perso e qualcosa raccolto.
Chissà se cominciò già con la palla
in quei cespugli d'infanzia?

Furono maniglie e campanelli,
su cui di buon 'ora
il tocco si posò sul tocco.
Valigie appaiate nel deposito bagagli.
Fu forse un sogno uguale nella notte,
scomparso d'improvviso col risveglio.

Poichè ogni inizio
è solo un seguito,
e il libro degli eventi
resta pur sempre a metà aperto."




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letteratura
12 aprile 2004
Itaca

Poesia da me molto amata. Ve ne faccio omaggio.

Itaca (Costantino Kavafis)

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantita` di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avra` deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.




permalink | inviato da il 12/4/2004 alle 2:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
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