
politica interna
3 ottobre 2009
Legge contro l'omofobia: la parola che non si dice

La prima considerazione che mi
viene da fare è che chi ha deciso, secoli or sono, che si debba andare
a scuola anche sabato mattina doveva essere una persona con la vita
sociale di una suora di clausura in coma.
La seconda, che lavorare di sabato, con sveglia alle sei, è un crimine contro l'umanità.
Dico
tutto questo perché ieri, alla fiaccolata, mi sarebbe piaciuto rimanere
fino alla fine, sentire le letture degli altri e, magari, conoscere il
tipo con cui ci siamo guardati tutta la sera!
E invece...
Alla fiaccolata di We have a dream
– stavolta l'ho scritto bene – c'era un bel po' di gente. Tra questi
pure la Concia che ci ha parlato del testo di legge che, oggi, hanno licenziato
in commissione Giustizia, contro l'omofobia.
Innanzi tutto, manca la parola transfobia.
D'altronde è un governo di destra, questo. L'opposizione è quello che è
e possiamo pure ritenerci fortunati che questa legge non comprenda una
gita forzata in qualche lager nel varesotto. La Concia ci ha spiegato
che si era partiti da un testo, l'estensione della legge Mancino,
e si è arrivati all'ennesimo compromesso al ribasso. Vero è pure che
stavolta il piddì non c'entra nulla. La maggioranza ce l'hanno i
berlusconiani e i leghisti. Questo è il massimo che si poteva ottenere
e ne consegue il solito prendere o lasciare.
I motivi di esclusione del reato di transfobia
sono diversi: rientrerebbero in quella categoria di reati contro la
sessualità in generale. Fatto sta che le trans adesso sono inferocite
e, viene pure da dire, a ragione. Promettono atti fortissimi di
protesta e, in quel caso, mi avranno al loro fianco. Perché il silenzio
degli amici fa più male delle parole dei nemici.
Parrebbe inoltre che la legge si limiterebbe, allo stato attuale, alle aggressioni fisiche e non includa i reati di opinione e quelli contro il patrimonio. Qualcuno parla di sostanziosi passi in avanti... chissà!
Paola Concia ha
detto, inoltre, che se loro fossero stati al governo si sarebbe avuta
l'estensione della legge Mancino. La piazza ha protestato e non so se
si sia resa conto di quanto il suo partito sia al di sotto di ogni
credibilità possibile.
Ma tant'è...
Ad ogni modo, aspettiamo che il testo definitivo sia
approvato dalle camere. Solo dopo il voto potremo sapere se si tratta
dell'ennesima truffa ai danni del popolo GLBT– io la Q e la I non
gliele metto – oppure se, per davvero, c'è la volontà in questo paese
di essere un po' più civili.
Vero è pure che tutte e tutti
noi, singoli individui e associazioni, dobbiamo fare fronte comune a
favore delle persone transessuali. Non è ammissibile che la tutela
dell'umanità di qualcuno passi per l'omesso e il genericismo di
una dicitura che non ti prevede. Non solo è offensivo, ma pure
disumano. In questo, nella nostra vicinanza effettiva e affettiva alle
e ai transessuali, dimostreremo la nostra maturità come movimento e
come società civile.