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Nessuno ti ha mai detto che se vuoi un futuro migliore devi solo cambiare il presente
DIARI
1 ottobre 2009
No more Hamasei

 

Sveglia quotidiana alle sei del mattino.
Tre cambi di mezzi tra treno, metro e autobus.
Studenti elfivori e ghiotti delle mie ancor tenere carni.
Per non parlare del caos della capitale.

Diciamo che non pensavo che il mio soggiorno qui a Roma fosse così faticoso. Va da sé, perciò, che faccio poca vita mondana (per adesso), quando torno a casa mi stravacco davanti al divano a dormire o a guardare Gossip girl, serial tv che parla di ricchissimi adolescenti le cui pratiche sociali li collocano idealmente tra i futuri dirigenti del Popolo della Libertà.

Tutto questo dovrebbe farvi capire come mai non chiamo nessuno (sapete com'è, qualcuno potrebbe sentirsi escluso o offeso, ma quando hai la vita sociale di un residuato da catacomba forse è pure normale).

Un'altra grande ingiustizia del mondo della scuola è quella di mettere il sabato come giornata lavorativa. Basterebbe allungare di un'ora le giornate dal lunedì al venerdì e come per magia tutti i sabati sarebbero liberi. Come accade nel resto del mondo occidentale. Sarà per la prossima vita.

Ad ogni modo, un po' per ricordare a me stesso che comunque sono ancora vivo, un po' perché glielo avevo promesso, un po' perché il venerdì è il mio giorno libero, stasera esco con Piero e Jamie. I miei amici che si sono sposati a fine luglio, in un giorno in cui piovevano fiamme e con un tasso di umidità pari al 700%: evento che, come da copione, ha costretto i più al vestito da cerimonia mentre il caldo ha risvegliato in me la musa delle balle girate.
 
Si era deciso di mangiare giapponese, giacché ci piace non poco. E si era deciso per quel locale figo, l'Hamasei, che a quanto pare è il migliore della città. Poi però ho fatto un giro sul web e sinceramente, scoprire che si arriva a pagare fino a settanta euro per una cena mi è sembrato un discreto insulto alla miseria. La mia.

Morale della favola: si opta per I marmi. Ok, non ci saranno i maki, gli spring roll e il discreto fascino del wasabi, secondo solo a quello del male, ma volete mettere un italianissimo, splendido (e anche molto cheap) fritto di baccalà o di fiori di zucca?

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